Stampe Artistiche e Oggettistica
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Valentini Walter

Walter Valentini nasce a Pergola nel 1928. E' incisore, pittore e scultorericonosciuto a livello internazionale nel campo dell'incisione e della grafica. È maestro di tecniche quali la calcografia, la puntasecca, la litografia e l'acquatinta. Come artista si afferma nel panorama artistico con una serie di opere astratte su tavola e su carta, tutte caratterizzate da un preciso senso della geometria e delle proporzioni. L'immaginario geometrico di Valentini risente delle influenze delle avanguardie russe della corrente del Costruttivismo e, anche se in misura minore, delle architetture dipinte da De Chirico nel periodo metafisico, ma si base soprattutto sul senso di armonia e di proporzione indagato dagli artisti italiani del Quattrocento quali Leon Battista Alberti, Piero della Francesca e Luca Pacioli con i trattati sulla prospettiva e sulla regola aurea che saranno da guida della produzione delle opere sullo spazio, sulle forme e sull'equilibrio Anche l'astronomia sarà per il pittore base e fonte di ispirazione per i suoi lavori.
A Urbino, subisce il fascino dell'arte e della cultura umanistica: legge i testi dei grandi intellettuali del Rinascimento, studia l'architettura di Francesco di Giorgio Martini e del Laurana; resta notevolmente colpito dalla "Flagellazione" di Piero della Francesca. Da qui il desiderio di approfondire la conoscenza della prospettiva e della proporzione aurea. Le sue tavole e le sue opere grafiche non sono superfici lisce: con una raffinata calcografia a secco, Valentini pressa la carta in modo che il disegno resti in rilievo rispetto al piano. I soggetti di queste incisioni sono gli stessi delle tavole, varia solo la tecnica utilizzando a volte l'acquatinta, altre l'acquaforte e la puntasecca. La scelta della carta è fondamentale: le prime opere grafiche sono realizzate su carta Magnani di Pescia e su carta di Fabriano, poi si passa alla carta Colombe di Duchêne. La "carta Lubiana", invece, è una carta grinzosa, costituita da diversi strati di fibre di lana, che veniva originariamente impiegata a Lubiana come filtro per le sigarette. È un'idea di Valentini utilizzare questa carta stropicciata come supporto di alcuni disegni. In una conversazione con il critico d'arte Luciano Caprile, Valentini parla della calcografia come di una disciplina che racchiude in sé qualcosa di "sacrale": «È come compiere un rito quando si incide; e rituale è il modo in cui l'opera viene stampata. Rituali sono i gesti che usi toccando la carta; e quando la bagni, quando la depositi sul piano del torchio; ed infine quando essa ti restituisce il segno che in precedenza avevi solo immaginato. Sì, perché tutto ciò che inizialmente tracci sulla superficie della lastra è pensato ma non realizzato. Pensato in negativo per ottenere il positivo […]. Tutto è programmato mentalmente ma tutto poi si rivela quando, dopo la pressione del torchio, il foglio esce schiacciato e pieno di tutte le tue nascoste intenzioni.»